LA SERIE “LETTERE MORTE”
Una serie thriller noir di sette libri che segue Émilie Vidal mentre scopre le reti di corruzione che collegano segreti, crimini e potere. Ogni libro può essere letto autonomamente, ma insieme rivelano qualcosa di più grande—una rete di protezione che si estende per decenni.

LIBRO UNO
“IL FILO DI CARTA”
Tre donne scomparse. Tre casi archiviati. Uno schema che nessuno voleva trovare.
LA STORIA
Émilie Vidal ha lasciato il giornalismo di guerra per un lavoro tranquillo negli archivi della polizia di Parigi. Niente più polvere di Kabul, niente più macerie di Damasco—solo faldoni e silenzio.
Poi trova lo schema.
Tre donne scomparse in tre città, a distanza di decenni. Ogni indagine si è arenata. Ogni fascicolo mostra gli stessi segnali d’allarme. E ogni caso punta allo stesso uomo—qualcuno così potente che le prove scompaiono, i testimoni tacciono e gli investigatori vengono trasferiti.
Con il detective Alain Masson riluttante al suo fianco, Émilie segue una traccia attraverso Lione, Bordeaux e Parigi. Ogni risposta solleva nuove domande. Ogni fascicolo rivela un altro strato di protezione. E qualcuno sta guardando—qualcuno che ha tenuto questi segreti sepolti per trent’anni.
Perché certi crimini non finiscono quando chiudi il fascicolo. Finiscono quando qualcuno finalmente si rifiuta di distogliere lo sguardo.
COSA ASPETTARSI
- Noir parigino crudo con corruzione istituzionale al centro
- Una protagonista tormentata dai suoi anni a seguire zone di guerra
- Mistero complesso radicato in reti di potere realistiche
- Indagine atmosferica negli spazi nascosti di Parigi
- Dialoghi taglienti e ritmo implacabile
PER LETTORI CHE APPREZZANO
- Thriller di giornalismo investigativo
- Misteri di corruzione con profondità istituzionale
- Noir guidato dai personaggi
- Crime fiction europea (Lucarelli, Mankell, Camilleri)
- Protagonisti imperfetti con passati tormentati
Disponibile in inglese (Dead Letters: The Paper Trail) e italiano

LIBRO DUE
IL DOSSIER DI DAMASCO
Tre anni di senso di colpa. Una sorella che ha simulato la propria morte. E la cospirazione farmaceutica che ha ucciso dodici persone per far tacere una giornalista.
LA STORIA
Émilie Vidal ha portato Damasco per tre anni come un macigno. Dodici morti nel raid di un rifugio sicuro—attivisti, giornalisti, volontari medici—tutti perché il suo articolo ha rivelato la loro posizione. O così credeva.
Poi arriva una fotografia da Beirut. Un angolo di strada a Damasco, data tre mesi prima del raid, e la calligrafia di Sophie sul retro: Ti sei sbagliata su quello che è successo. Trovami se vuoi la verità.
Sophie. Sua sorella. Morta da tre anni. Pestata fuori dal suo appartamento a Marsiglia mentre indagava sulla corruzione farmaceutica, morta per complicazioni dopo l’intervento chirurgico. Émilie non era riuscita nemmeno a tornare dalla Siria in tempo per dirle addio.
Solo che Sophie non è morta.
Seguendo la traccia da Beirut a Parigi a Marsiglia, Émilie scopre l’indagine che per poco non ha ucciso Sophie: Vacheron Santé, un gigante farmaceutico francese che testa farmaci non autorizzati sui rifugiati siriani. Quando Sophie si è avvicinata troppo alla verità, il suo stesso redattore all’Agence Nouvelle ha venduto la sua posizione per proteggere i ricavi pubblicitari. Il raid di Damasco non è stato giornalismo che correva rischi—è stato un omicidio su commissione mascherato da operazione di intelligence.
Ora Sophie è riapparsa, e le persone che hanno provato a ucciderla tre anni fa sanno che è viva. Con Alain Masson trascinato in un caso che attraversa due paesi e minaccia entrambe le sorelle, Émilie affronta la cospirazione che ha distrutto dodici vite, messo a tacere i testimoni e le ha fatto portare un senso di colpa che non le è mai appartenuto.
Perché certe indagini non finiscono quando seppellisci la giornalista. Finiscono quando quella giornalista torna dai morti.
COSA ASPETTARSI
- Corruzione farmaceutica incontra la realtà delle zone di guerra siriane
- Legami familiari spezzati da tre anni di inganno
- Cospirazione aziendale radicata nello sfruttamento dei rifugiati
- Doppie linee temporali: Parigi/Marsiglia presente, Damasco/Beirut passato
- Posta in gioco più alta, tradimenti più oscuri rispetto al Libro Uno
PER LETTORI CHE APPREZZANO
- Thriller medici con corruzione istituzionale
- Storie che esplorano lo sfruttamento nelle zone di guerra
- Relazioni tra sorelle messe alla prova da scelte impossibili
- Giornalismo investigativo contro aziende che uccidono
- Noir guidato dai personaggi con portata internazionale
Disponibile in inglese (Dead Letters: The Damascus File) e italiano

LIBRO TRE
IL CONTO DI MARSIGLIA
Il sospetto di una vedova. I file nascosti di un dirigente morto. E una rete bancaria che uccide per restare nascosta.
LA STORIA
Il caffè a Marsiglia doveva essere il rifugio di Émilie. Un posto dove lei e Masson potevano finalmente costruire qualcosa che non coinvolgesse reti di corruzione e testimoni morti.
Poi Catherine Mercier entra con una cartella piena di prove.
Suo marito Laurent lavorava per Vacheron Santé—l’azienda farmaceutica che Sophie ha esposto sei mesi fa. Ma Laurent non stava solo documentando sperimentazioni illegali di farmaci. Stava tracciando qualcosa di più profondo: l’infrastruttura di riciclaggio che fa scorrere denaro sporco attraverso le compagnie di spedizione di Marsiglia, società fantasma a Cipro e rispettabili canali bancari. Tre giorni prima del suo “suicidio”, ha menzionato il nome di Sophie. Ha detto che se gli fosse successo qualcosa, Catherine avrebbe dovuto trovare Émilie.
Ora Catherine ha i file. Émilie ha domande. E Sophie emerge dalle ombre con tre anni di intelligence sotto copertura sulla stessa rete. Mentre conducono indagini parallele, Masson scopre uno schema: dirigenti che si avvicinano troppo alla verità muoiono in apparenti suicidi. Funzionari bancari che fanno domande hanno incidenti fatali. La protezione non viene dalla criminalità organizzata—viene da affari legittimi che proteggono le loro operazioni più oscure.
Il Conto di Marsiglia non è solo un registro. È la spina dorsale finanziaria che collega ogni impresa corrotta che hanno combattuto. E qualcuno ha ucciso testimoni per proteggerlo per anni.
COSA ASPETTARSI
- Sorelle che lavorano insieme—ma si scontrano su metodi ed etica
- Corruzione bancaria nascosta dietro facciate di affari legittimi
- Indagine che attraversa il commercio marittimo e le reti finanziarie di Marsiglia
- Masson diviso tra doveri ufficiali e la verità che Émilie sta scoprendo
- Atmosfera noir tagliente con corruzione mediterranea al centro
PER LETTORI CHE APPREZZANO
- Thriller finanziari con corruzione istituzionale
- Dinamiche tra fratelli sotto pressione
- Indagini a più livelli che collegano crimini passati a pericoli presenti
- Crime fiction europea radicata in strutture di potere realistiche
- Protagonisti che si rifiutano di smettere di scavare anche quando sarebbe più sicuro andarsene
Disponibile in inglese (Dead Letters: The Marseille Account) e italiano
LA SERIE CONTINUA
Libri 4-7 in arrivo
Ogni indagine solleva un altro strato della rete. Ogni libro rivela connessioni che nessuno voleva fossero trovate.
SU ÉMILIE VIDAL
Émilie Vidal è una protagonista forgiata nelle zone di guerra e piagata dal senso di colpa. Ex corrispondente di guerra che ha coperto Kabul, Damasco e Mosul, porta il peso di ogni storia che non è riuscita a salvare, di ogni fonte che non è riuscita a proteggere. La morte di sua sorella ha distrutto la sua carriera giornalistica, ma ha affinato il suo istinto nel trovare schemi nel caos.
È coraggiosa senza essere impavida—le tremano le mani, il suo sonno è tormentato, e mette in discussione ogni scelta. Quella vulnerabilità la rende perfetta per il noir. Non risolve i casi solo con la brillantezza. Li risolve con la testardaggine, il senso di colpa del sopravvissuto e l’incapacità di distogliere lo sguardo dall’ingiustizia anche quando sarebbe più sicuro smettere di scavare.
Émilie Vidal indaga perché deve farlo. Perché il silenzio costa più del pericolo. Perché alcune storie esigono di essere raccontate, qualunque sia il prezzo.